Un po' di
respiro per ristoranti e bar. E' il senso delle misure annunciate dal
ministro per i Beni culturali e il turismo Dario Franceschini durante
l'informativa al Senato, quella che riguarda bar e ristoranti, che per
rispettare il distanziamento dovranno accogliere un numero minore di
clienti: "Stiamo lavorando a una norma che per 6 mesi esenti bar e
ristoranti dalla tassa di occupazione del suolo pubblico, saranno misure
temporanee e reversibili e si potranno usare per mettere tavolini all'esterno".
"Contemporaneamente, per questa fase di sei mesi, non saranno necessarie
le autorizzazioni da parte dello Stato. In questo modo i ristoranti
potranno disporre all'esterno i tavoli che non possono mettere
all'interno", aggiunge.
"Inoltre fra le misure su cui stiamo ragionando nel decreto di maggio,
che poi possiamo chiamare decreto 55 miliardi perché contiene misure per
questa cifra, c'e' fra queste, per il mio settore, una ipotesi di
riconoscimento economico per le imprese che hanno avuto un calo di
fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E dovrebbe
esserci un aiuto a fondo perduto per le aziende sotto una certa soglia
di fatturato".
Di ristorazione e accoglienza ha parlato il ministro per gli Affari Regionali e l'Autonomia, Francesco Boccia durante la trasmissione l''Aria che tira" su La7: "Faccio un appello ai titolari di bar e ristoranti, loro che sono uno dei simboli di un certo modo di essere italiani: noi, come governo, ci siamo, stiamo lavorando per metterli in sicurezza e consentire loro di riaprire senza rischi. Le misure che abbiamo messo in campo negli ultimi 35-40 giorni sono un'assoluta novità per il nostro Paese. Il Paese con tantissimi sacrifici sta cercando di superare una grave emergenza sanitaria e oggi i dati sono rincuoranti, per questo serve ancora tanto senso di responsabilità. Ora stiamo lavorando su bar, ristoranti e parrucchieri, ma bisogna aspettare le linee guida dell'Inali per consentire loro di operare in sicurezza, perché sono attività a rischio contatto fisico".
Buoni propositi, ma nel settore continua a prevalere il pessimismo. Per esempio in Puglia l'83% dei ristoratori, secondo un sondaggio promosso dal consorzio "La Puglia è servita", teme che non ci saranno clienti a sufficienza per reggere i costi alla riapertura dei ristoranti prevista dal Governo per l'1 giugno. E sulla data del re-start il comparto sembra spaccato col 45,8% ristoratori che, dal Gargano al Salento, vuole ripartire nel 2021, mentre il 41,7% si dichiara pronti a ripartire al più presto, e comunque il prossimo primo giugno.
