"Quest'anno, però, avverto con ancora più forza i limiti di quella legge, e le situazioni di disuguaglianza a cui non ha potuto porre rimedio e che l'emergenza sanitaria ha reso ancora più evidenti - prosegue - Penso al mancato richiamo all'articolo 78 del codice civile in materia di affinità, che priva gli uniti di suocere e suoceri. Ma penso soprattutto alla condizione - per me sempre più dolorosa - delle famiglie arcobaleno che, in assenza di riferimenti normativi chiari, sono costrette a lottare nei tribunali e con le pubbliche amministrazioni per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Certo, da quattro anni a questa parte si sono fatti alcuni passi avanti. E questo dimostra che la legge sulle unioni civili ha scavato in profondità nella cultura e nella società italiana".
"Ma non basta, non può bastare, non più - conclude Cirinnà - Credo sia giunto il momento di iniziare a lavorare per mantenere la promessa dell'eguaglianza, e completare il lavoro iniziato quattro anni fa: gli obiettivi sono chiari, matrimonio egualitario e riconoscimento pieno dell'omogenitorialità, in tutte le sue forme. Avverto questa responsabilità con forza, e sono pronta a battermi, nel Partito e in Parlamento, per accompagnare l'Italia verso questo ulteriore passo".
